Stampa 3D: cos’è e perché se ne parla ovunque
- MQ23 piccolostudio
- 18 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Fino a poco tempo fa sembrava fantascienza, oggi è nella quotidianità: la stampa 3D è entrata in casa, nei laboratori e anche negli studi di architettura. Questa tecnologia permette di prototipare e produrre pezzi su misura in poco tempo, passando dall’idea all’oggetto senza tappe infinite.

Come funziona in pratica?
La tecnologia più diffusa si chiama FDM - Fused Deposition Modeling. In estrema sintesi: un filamento plastico viene spinto attraverso un sottilissimo ugello riscaldato ad alta temperatura che “disegna” l’oggetto strato su strato. Piccole ventole raffreddano subito il materiale e ogni passaggio diventa la base del successivo.Per immaginare meglio questo processo, si può pensare al funzionamento di una comune pistola per colla a caldo, in un cui la colla in forma solida viene sciolta grazie al calore e una volta depositata e raffreddata indurisce nella posizione in cui è stata depositata. Chiaramente, all’interno di una stampante 3D il tutto avviene in maniera estremamente controllata e a velocità elevata, permettendo di arrivare ad una precisione molto alta (a seconda del tipo di stampante).
Di che materiale è fatta una stampa in 3D?
Il materiale maggiormente diffuso è il PLA (acido polilattico): si tratta di una bioplastica derivata dalla lavorazione del mais e della canna da zucchero; pertanto, non è un derivato del petrolio come si potrebbe pensare. È apprezzato perché facile da stampare, stabile nelle forme e ideale per modelli e prototipi leggeri.
Una nota sulla sostenibilità
Capita di leggere “100% sostenibile” accanto a oggetti in PLA. La realtà è più sfumata di così: anche se ha origine vegetale, l’impatto ambientale dipende anche da altri fattori, ad esempio dal modo in cui vengono coltivate le materie prime, dai processi industriali e da come il materiale viene smaltito. Insomma: un materiale valido, ma da usare in modo consapevole.
E in MQ23, come la utilizziamo?
Per noi la stampa 3D è un ponte tra l’idea e l’oggetto fisico. Ci permette di passare dal progetto sullo schermo a un modello da toccare con mano in tempi rapidi, aiutandoci a valutare forme, proporzioni e dettagli. In linea con le considerazioni fatte sul PLA, utilizziamo la stampa 3D in modo mirato: organizziamo le stampe per ridurre gli scarti e ristampiamo solo i pezzi necessari. L’obiettivo è ottenere il massimo risultato progettuale con il minimo di materiale.
A fine 2024 abbiamo realizzato un piccolo oggetto pensato per decorare l’albero di Natale (ma non solo!) ispirato al Campanile di San Mercuriale, icona del Centro Storico di Forlì. L’oggetto, denominato Mercury, è stato realizzato proprio in PLA, con la tecnica descritta precedentemente. L’utilizzo della stampa 3D ci ha permesso di sviluppare tutte le caratteristiche estetiche e funzionali necessarie, senza doverci affidare a servizi esterni per la produzione.
Qui in MQ23, continueremo a sperimentare e a proporre nuovi oggetti e la stampa 3D sarà sempre un elemento di supporto per lo sviluppo e la realizzazione di nuove idee.
FAQ sulla stampa 3D
Quanto è precisa?
Per la stampa a FDM, la precisione è di circa 0.4 mm (meno di mezzo millimetro!), tale da rendere possibile la realizzazione di dettagli piuttosto minuziosi. Con stampanti a resina si raggiunge una precisione anche dieci volte superiore.
Che dimensioni massime posso avere?
Il limite è dato dal volume della macchina utilizzata. Se l’oggetto è più grande, lo dividiamo in parti e lo riassembliamo con incastri e/o colla apposita. Tendenzialmente in una stampante di tipo domestico, si raggiunge un volume di stampa equivalente ad un cubo di 25/30 cm per lato.
Resiste al sole e all’esterno?
Il PLA dà il meglio al chiuso. All’esterno, al caldo e all’esposizione ai raggi UV prolungata può deformarsi: in quei casi valutiamo materiali o finiture più adatte.
Si può verniciare?
Sì. Con una leggera carteggiatura e successivo primer si ottengono superfici uniformi e colori puliti. Considerando comunque che ad oggi esiste in commercio un’ampia gamma di PLA e altri materiali di qualunque colore e finitura.
I layer (le righette) si vedono?
Di base sì: è il segno caratterizzante della tecnologia. Eventualmente, possiamo ridurli con settaggi più fini ed una carteggiatura manuale del pezzo.
Tempi di realizzazione?
Dipende da dimensioni e qualità richiesta: si va da poche ore a oltre una giornata per pezzi importanti. La fase di finitura può far aumentare il tempo totale richiesto.
Quanto costa?
È legato a materiale, tempo di utilizzo della macchina e finitura, oltre che alla modellazione stessa dell’oggetto da realizzare.



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