Spazi pubblici di qualità, un racconto per immagini
- MQ23 piccolostudio
- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Quando pensiamo a uno spazio pubblico spesso la prima immagine che abbiamo in mente è quella di una piazza.
MQ23 si trova in piazza Saffi e il dibattito sullo stato di salute degli spazi pubblici ci tocca ogni giorno in prima persona, per formazione professionale certo, ma anche e soprattutto come abitanti di questo luogo.
Viviamo una piazza che è crocevia di passaggio, punto di mercato, di eventi, talvolta di conflitto, ma che forse non ci sembra essere spazio pubblico per davvero: quel vuoto urbano che si contrappone al costruito delle nostre città, capace di accogliere e riunire la collettività, potenzialmente attrattivo e inclusivo per ognuna e ognuno di noi.
Che cosa resta delle nostre piazze se decidiamo di osservarle eliminando gli aspetti legati a turismo, commercio, ristorazione o eventi?
Chi o che cosa le riempie se tutto il resto si ferma?
Saggi, articoli, libri negli ultimi decenni hanno provato a rispondere a queste domande raccontandoci il radicale cambiamento degli spazi pubblici dopo la prima metà del Novecento, la loro presunta morte, il nostro crescente disinteresse nell’abitarli… Oggi politiche e sperimentazioni virtuose stanno innescando processi sociali e culturali che dimostrano che un’inversione di rotta è possibile.
Io oggi - questo blog è scritto a 6 mani, guidati dalle nostre passioni e modi di essere; questa volta alla tastiera è Ilaria - vorrei raccontare cos’è per me uno spazio pubblico di qualità attraverso l’utilizzo di immagini, in una raccolta di luoghi e momenti che mi hanno emozionata, dove ho percepito uno spazio pubblico che, per le sue caratteristiche intrinseche, o per le sue infrastrutture, o per l’uso spontaneo che ne veniva fatto, mi appariva come estensione di casa.
Ho scelto di dar forma a questa riflessione con alcune fotografie urbane scattate esattamente un anno fa in Sud Corea.
È stato un viaggio denso di luoghi e momenti in cui ho sentito che per qualcuno in quel posto era possibile fermarsi a respirare, sostare, avere tempo per essere, perchè ad attrarre non era un evento o uno scopo, ma la sola volontà dell’abitare quello spazio con il proprio corpo.
Immagini di luoghi in cui ho visto singoli individui occupare spazio con sicurezza, contesti in cui ho percepito che tanti sconosciuti potevano diventare co-abitazione di più comunità.
Cosa comporta abitare uno spazio pubblico senza aspettative?
Questa carrellata di fotografie vuole essere stimolo di possibilità e immaginazione, invito a chiederci cosa rappresenta uno spazio pubblico di qualità per ognuna e ognuno di noi.































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