top of page

Ci vediamo a casa

Immagine del redattore: MQ23 piccolostudio
MQ23 piccolostudio
17 set
Tempo di lettura: 3 min

Una rubrica di MQ23 sulle nostre idee dell’abitare: quelle che scegliamo, quelle che ereditiamo e quelle che forse vale la pena mettere in discussione.


Sappiamo riconoscere ciò che ci piace quando lo vediamo. Ma tutte le immagini che salviamo raccontano davvero il modo in cui vorremmo vivere?



Episodio 1 LA FORMA DELLE ABITUDINI


Ogni casa ha almeno due planimetrie: la prima è quella che disegniamo noi architetti, la seconda la disegna nel tempo chi la abita.


A casa mia ci sono due piccoli bagni. Io mi sono accorta di utilizzare quasi sempre quello in camera, anche quando mi trovo nella zona giorno e per raggiungerlo devo attraversare tutta la casa. Mio marito, invece, quel bagno non lo usa praticamente mai. Lui è dichiaratamente pigro e, nella geometria dei suoi spostamenti, il bagno principale è semplicemente più comodo e strategico.


Se provo a chiedermi perché scelgo ogni volta quel bagno, la risposta ce l’ho: lo percepisco più intimo e raccolto, ci tengo tutte le mie cose e in qualche modo lo sento più mio. E poi, anche se è una ragione secondaria, tendo a preservare il bagno principale, quello che usano anche gli ospiti, per lasciarlo il più possibile in ordine.


Questa abitudine dice tanto di me: che mi sento a mio agio negli spazi più raccolti, ma anche che il mio modo di vivere la casa cambia quando entra in gioco lo sguardo degli altri.


Ci siamo accorti che chi si rivolge a noi per progettare i propri spazi arriva spesso con un’idea già abbastanza chiara di ciò che piace o non piace, solitamente supportata da immagini. 


Ma ciò che ci piace guardare non sempre coincide con ciò che ci piace abitare.

O qualcosa che pensiamo non faccia per noi può rivelarsi perfetto per il nostro modo di vivere.


Possiamo salvare un’infinità di cucine con il piano completamente sgombro e poi scoprire che, nella nostra, vogliamo avere macchina del caffè, planetaria e bottiglia dell’olio sempre a portata di mano. Oppure desiderare grandi spazi aperti e accorgerci che cerchiamo continuamente gli angoli più raccolti della casa.


Mentre immaginiamo come vorremmo vivere nella nostra nuova casa, vale la pena osservare come viviamo quella in cui siamo già.


Io so che quel bagno piccolo e raccolto mi fa stare bene. Ma il bisogno di lasciare in ordine quello che usano gli ospiti è davvero importante per me o sto semplicemente mettendo in pratica un’idea di casa che ho imparato?


Osservare le nostre abitudini significa anche provare a distinguere ciò che ci piace e ci fa stare bene, dalle idee che abbiamo assorbito nel tempo su come una casa dovrebbe essere vissuta. 


Ci sono spazi che ti accorgi di scegliere anche quando non sono i più comodi? Oggetti che vuoi sempre a portata di mano, anche se nelle immagini che salvi non se ne vede nemmeno uno? Stanze che immagini in un certo modo più per gli altri che per te?


Prima di pensare a come dovrebbe essere la tua prossima casa, prova a osservare per qualche giorno quella che abiti già.



Cosa fai senza pensarci? Perché lo fai proprio così? Vorresti continuare a farlo o è un’abitudine che ti piacerebbe cambiare?



Io, per esempio, in camera ho un attaccapanni pensato apposta per appendere con ordine i vestiti già usati. Eppure, ogni sera, continuo a farli cadere sullo sgabello accanto al letto.


Anche questo è un dato da osservare: non solo come vorremmo comportarci in casa, ma quanto siamo davvero disposti a cambiare le nostre abitudini perché la casa funzioni come l’abbiamo immaginata.



A casa di Ilaria




 
 
 

Commenti


bottom of page